mercoledì 10 giugno 2009

11-Discioglimento

Il mese di aprile avanza e con esso la primavera sta risalendo i versanti della montagna. La neve è scomparsa dal bosco e una matricina di faggio tagliato ha buttato numerosi ramuli: al loro apice dentro ogni piccola gemma appuntita si preparano le foglie. Ma tutto è ancora spoglio.
Sulla cresta, oltre i 1300 metri, la copertura nevosa è ancora molto estesa, ma con l'aria meno fredda ha inesorabilmente iniziato a sciogliersi, liberando alcune delle zone a quote più basse.
Su queste talvolta si ergono spettrali gli scheletri dei cirsium della scorsa estate
o qualche residua bacca rossa sui rami completamente spogli dei cespugli di rosa canina.
Ma al limite del bosco i pochi noccioli lasciano già pendere i loro amenti e
vicino ai faggi si riescono a scorgere, anche se a fatica, un paio di scille
e qualche anemone hepatica.
Sono invece i crochi a popolare le chiazze di prato libere dalla neve, ma ancora bagnate dlle acque di scioglimento
quasi fossero impronte lasciate dalla primavera nel suo incedere a ricacciare l'inverno sempre più in alto.


venerdì 29 maggio 2009

10-L'inizio di aprile

Al di sotto dei pascoli di cresta, i versanti della montagna sono coperti una faggeta che, alle quote più alte è quasi pura.
Nell'Oltrepò l'inverno è stato piuttosto lungo, i rami appaiono ancora spogli, mentre il terreno è ricoperto dalle foglie secche cadute all'inizio della stagione ma già in qualche radura dei ciuffi verdi che spuntano tra le foglie
o gli amenti dei noccioli sono piccoli, quasi impercettibili segnali dell'ormai prossimo risveglio.
In effetti ancora al di sotto dei 1000 metri di altezza le primule si godono il sole,
insieme alla dafne laureola che mette le prime foglie,
a qualche ancora sparuta polmonaria e
all'anemone epatica.
Tutto però si arresta bruscamente sui 1100 metri: da qui in poi persiste ancora la neve

martedì 12 maggio 2009

8-Primavera

Al mattino il sole ormai arriva presto a illuminare il bosco
e mentre sui rami sono spuntate le nuove foglioline

dal terreno spuntano nuove erbe.


Intanto la rosa di natale ha i colori dell'appassimento: ormai per i suoi fiori un'altra stagione è passata.



Non così per l'elleboro verde: ha ormai raggiunto la fase matura.


E finalmente è così anche per l'elleboro fetido.



Intanto alle quote più basse le scille si mostrano dappertutto,


mentre un po più in alto, verso gli ottocento metri l'anemone hepatica sembra giocare a nascondino tra le luci e le ombre del bosco.


Anche la pervinca sente finalmente il clima adatto, soprattutto contro le rocce esposte al sole.


Le violette ormai si dischiudono ovunque fin verso i mille metri e sembrano salutare il sole di quest'inizio di primavera.


Ma soprattutto le primule hanno invaso il bosco,


mentre l'euforbia amigdaloide comincia ad allungare i suoi complicati capolini.


Nei boschi di questa valle i crochi si trovano solo in poche zone, ma dove ci sono la loro concentrazione è alta,


così pure per i bucaneve che aprono le loro corolle pendule a venti che a volte soffiano lievi, altre più impetuosi.

Ma più di tutto, il ritorno della primavera è annunciato dai tappeti di anemoni che biancheggiano nel bosco


Ora che è arrivata, la primavera comincerà a risalire, spingendo l'invero sempre più in alto e per salire con lei è meglio spostarsi in un'altra valle.

mercoledì 29 aprile 2009

7-Marzo

All'inizio di marzo i fiori delle rose di natale cominciano ad appassire,
mentre l'elleboro verde, ormai al culmine della sua diffusione
mostra bene aperti i suoi fiori.
Più lento nella maturazione è ancora l'elleboro fetido.
Intorno invece...
... a salutare la fine dell'inverno metereologico (per quello astronomico c'è ancora tempo), nel sottobosco spuntano i primi germogli delle scille,

e i primi fiori dell'Hepatica nobilis, ancora al riparo tra le radici degli alberi.

Così pure le violette iniziano ad aprire i primi boccioli, spuntati già da diversi giorni.

Nuove foglie intanto spuntano sul terreno facendosi strada tra gli aghi delle conifere.

Ma se ancora solo qualche rara pervinca prova a sfidare il clima tardo invernale al riparo di qualche roccia,





sono le primule a dilagare nel sottobosco

e in loro compagnia fanno la loro comparsa le prime polmonarie.

Intanto, sui terreni appena liberati dalla neve nascono i primi crochi mentre i bucaneve lasciano pendere i loro capolini, esposti al vento

giovedì 9 aprile 2009

6-Fine febbraio, timida ripresa

A ben guardare, i rami non sono del tutto spogli: il cielo del bosco è colorato dai penduli amenti dei noccioli.
Dove trovano il sole, le primule iniziano a diffondersi,

qualche rara fragola inizia a fiorire,


ma soprattutto spuntano i primi boccioli delle viole: qui in Val Ravella, tra i 600 e gli 800 metri è facile imbattersi in alcune di colore giallo.