giovedì 18 giugno 2009

12-Aprile

Al mattino presto, le nuvole attenuano la luce nel bosco e lo bagnano di una pioggia leggera. Le prime foglie dei faggi rendono l'atmosfera ancora più particolare. Si percepisce quasi il pulsare della vita nel sottobosco:
tra le foglie secche bagnate si ergono le polmonarie,
e la Daphne laureola le cui foglie sembrano braccia aperte a raccogliere l'acqua.
Poi la brezza ripulisce rapidamente il cielo e una nuova luce fa brillare la Daphne mezereum
e riscalda i fiori che l'Euphorbia amygdaloides protende al di sopra delle sue foglie.
Passati i mille metri, sui faggi solo poche gemme si sono dischiuse in foglie.
Ma finalmente sulle prime creste ai 1300 metri la neve è scomparsa
e l'erba rinverdisce grazie all'acqua di scioglimento, alla pioggia e all'umidità notturna. Salendo ulteriormente i crochi si distendono
sulle praterie, tra le foglie secche che il peso del manto nevoso ormai scomparso ha lasciate appiattite sul terreno .
Sul limite del bosco che segue appena più in basso la cresta, i ginepri si scaldano al sole d'aprile e la fioritura delle scille raggiunge quasi i 1400 metri.
Al sole, dove può raccogliersi un po di acqua, spuntano i ciuffi di foglie dei narcisi mentre al riparo di un cespuglio ancora senza foglie la primula risplende della luce mattutina.
D'improvviso ecco le prime foglie e i primi germogli della Primula veris
e pure sui rami di qualche larice compaiono i primi ciuffetti di aghi e i rossi fiori che genereranno le future pigne.
La primavera per ora arresta la sua risalita poco oltre i 1400 metri, dove la neve sta ancora finendo di sciogliersi


e l'inverno staziona alle altezze maggiori, come sembra indicare il ramo di un cespuglio di rose, e testimoniano l'erba ancora gialla e le zone ancora bianche di neve.

mercoledì 10 giugno 2009

11-Discioglimento

Il mese di aprile avanza e con esso la primavera sta risalendo i versanti della montagna. La neve è scomparsa dal bosco e una matricina di faggio tagliato ha buttato numerosi ramuli: al loro apice dentro ogni piccola gemma appuntita si preparano le foglie. Ma tutto è ancora spoglio.
Sulla cresta, oltre i 1300 metri, la copertura nevosa è ancora molto estesa, ma con l'aria meno fredda ha inesorabilmente iniziato a sciogliersi, liberando alcune delle zone a quote più basse.
Su queste talvolta si ergono spettrali gli scheletri dei cirsium della scorsa estate
o qualche residua bacca rossa sui rami completamente spogli dei cespugli di rosa canina.
Ma al limite del bosco i pochi noccioli lasciano già pendere i loro amenti e
vicino ai faggi si riescono a scorgere, anche se a fatica, un paio di scille
e qualche anemone hepatica.
Sono invece i crochi a popolare le chiazze di prato libere dalla neve, ma ancora bagnate dlle acque di scioglimento
quasi fossero impronte lasciate dalla primavera nel suo incedere a ricacciare l'inverno sempre più in alto.